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Canto del Capro
da Stefano Perni Data di inserimento: mercoled 16 novembre, 2011
Ho conosciuto un Re, autoeletto dall'infanzia. Re di un mondo onirico e di un particolare stato di veglia.
Ho letto il suo libro "Canto del Capro", ovvero Tragedia.
Qui, dal mio spazio virtuale ribattezzo quel libro "Canto della Vita": ch la tragedia una variante incontrollata e mai cercata del vivere.

S'incontra una persona nella vita, che suo malgrado la chiave di volta, motore di crescita e stella polare di un cammino che porter a spogliarci dei nostri abiti regali e delle sovrastrutture di cui la societ ci grava, ritrovandoci ad essere uomo tra gli uomini nella superficie di un pianeta: che quella fondamentale persona ti sia o meno accanto diviene un dettaglio. Se non l'avete mai incontrata non avete vissuto veramente, o non avete amato...

Ho conosciuto un Re della scrittura, che gli appartiene come estensione della sua mano. Si chiama Stefano, come me: dal greco Stephanos, corona, quindi "incoronato", la corona l'emblema della regalit, della grandezza anche interiore: per l'appunto.

Riporto integralmente, di seguito, una lettera privata che ho deciso, di comune accordo con il destinatario, di rendere pubblica. Vi descrivo le mie impressioni sul libro: una lettera dal lettore allo scrittore, da amico ad amico.

Ecco la lettera:

Ciao Stefano.
Come promesso butto gi le mie impressioni (non a caldo) sul tuo libro. Lo faccio a due mesi dalla lettura e in questo momento senza averlo sotto mano, quindi mi affido unicamente alla memoria di quel che mi ha lasciato:

Se penso allopera lo faccio pensando al libro dellamore per eccellenza. Il tuo certo, ma riconoscibile universalmente in quello di ognuno, o meglio, di chi lo ha analogamente sperimentato. Non solo questo, ma macroscopicamente questo quello che mi rimane in prima battuta: raramente, anzi, quasi in nessuna opera letta prima, ho visto descritto lamore in tutti i suoi aspetti e nel suo divenire come hai saputo fare e, prima ancora, vivere.
LAmore con la a maiuscola: quello dellapproccio, della speranza nellinterpretazione soggettiva dei fatti, della sopravvalutazione, del superamento del desiderio della carne (in realt indicativamente mai molto presente), della delusione, dello smascheramento naturale dei limiti dellumana condizione dellaltro e tuttavia (ed qui quel che fa la differenza) lAmore del mantenimento intatto, della tensione del sentimento nel tempo e nonostante tutto, nonostante il vivere nel non vivere, il non consumare, quasi fosse, ogni tappa di questa storia, una prova che ne consolidasse di volta in volta leffettiva grandiosit e purezza. Come fosse un percorso tortuoso che ne certificasse la magnificenza a dispetto di ogni cosa.
Quanto pi difficile amare in questa condizione estrema? Quanto pi semplice, ma al tempo stesso meno provato, meno verificato, un sentimento ricambiato?
In una mia poesia (mi autocito, consentimelo in nome dellamicizia che nata tra noi) affermo che se chijama amore anchi si solo uno che ama e che na vlda se ama e pu se ricama (questultima presa in prestito da Busi). Ecco: nel tuo libro si avverte netta lunicit dellevento pur citando altre storie pi o meno importanti che, anzi, divengono i contraltari che innalzano la prima. Si afferma cos lamore di uno che diviene Amore.
Amore e tragedia certo, perch nella grandiosit del primo si consuma la drammaticit della seconda, in questo caso due facce della stessa medaglia. LAmore estremo, senza mezze misure. E la sua forza anche nella sua veste pi nera e anche in questa, nel viverlo, vale una vita. Non c nulla di pi drammatico, in un amore tra due persone, della non corrispondenza in presenza di un fenomeno cos unico della propria esistenza. E non si sceglie volontariamente di indirizzare proprio a quella persona, piuttosto che ad unaltra, il proprio prezioso dono se non in casi di autolesionismo.
Preso atto dello stato dei fatti, non rimane che accettare le conseguenze e incanalare un cos ingente quantitativo di pura energia, oramai incontenibile, nelle pagine di un libro. Nel libro si trasferisce cos quellAmore: ne diviene il contenitore, il santuario, il testimone eterno attraverso il quale pu rivivere il sentimento per eccellenza. Rivive ogni volta che viene sfogliata una sua pagina, indipendentemente da chi sia il lettore, e consente allo scrittore di provare un piccolo sollievo e di pensare di superare, forse dimenticare Tuttavia il libro non risolve: imbriglia, canalizza, esorcizza, ma diviene parte integrante del suo scrittore, che non pu pensare di gettare la sua opera e con lei il suo contenuto, ammesso che abbia mai pensato di farlo. Il libro diviene lo scrittore stesso, la sua vita. La vita di chi lo ha concepito non si pu separare da quelle pagine che divengono cos biografia.
Il suo Amore la sua vera biografia, il suo vero lascito, il suo vero cantico, la sua tragedia. Il suo Amore al di l di ogni altro episodio della sua vita, di ogni esperienza, conoscenza, di ogni passaggio in cui si mette crudamente a nudo nel pensiero, nella debolezza, nella fragilit. LAmore insieme a lui, con il tempo matura, si trasforma, evolve, si consapevolizza, ma non viene mai meno la sua essenza che rimane inalterata.
Nel suo cammino, lAmore, ricalca il percorso della maturit della vita, la quale non pu pi prescindere da lui nel rapportarsi al mondo: diviene la lente attraverso la quale si posa ogni sguardo, diurno e notturno.
E con la maturazione dellAmore e dunque della vita, vengono meno le sovrastrutture, le illusioni, lo sguardo si amplia: non un caso che la religione declina dimportanza a vantaggio di una spiritualit che nel tempo capace di apprezzare maggiormente il volto della natura. Ed , a mio avviso, lAmore il motore del cambiamento (mi sono appena accorto di aver sfiorato una citazione dantesca).
La seconda cosa che mi ha lasciato il libro (ora scrivo da casa con il volume davanti) il rapporto con tuo padre: commovente la sua lettera a te fanciullo e come ne parli, come lo descrivi. Laffetto travalica le pagine e non a caso la dedica iniziale del libro per lui: alla memoria del mio grande padre. E una variante dellAmore che tende in questo senso a completare lopera.
Fin qui il macroscopico, poi, come ho gi detto il libro altro: un percorso di vita, visto il tempo preso in esame, con una semi biografia in sottofondo, perch poi il fuoco della lente quasi sempre catalizzato da Marco, a volte fino alleccesso e lautobiografia si frammenta fino a divenire accessoria.
La persona di Marco viene quasi smantellata nella seconda parte del libro, finendo per risultare in realt semplicemente umanizzata, dopo averla lungamente esaltata, giustificata. Sono cos descritte tutte le fasi dellamore: dallinfatuazione che genera lesaltazione fuori misura fino alla presa datto della realt pi terrena. Il comportamento di Marco diviene cos scostante e bugiardo con il passare delle pagine da risultare fastidioso agli occhi del lettore. Il contrasto per dato dalla costanza con cui tu, Stefano, ti contrapponi a questo sentimento negativo, che pure in parte manifesti e ti appartiene, per accogliere lui comunque per quello che , pregi e difetti, imparando a conoscerlo direttamente al di l della tua costruzione mentale della sua persona. E qui che avviene il cambio di passo, qui che la a diviene maiuscola. Quellunica volta in cui veramente si ama, e in quelle poche altre volte in cui bene si ricama, ci si rende conto di farlo a prescindere dai lati oscuri che a priori e razionalmente ci farebbero scartare una persona. Si tratta di un bene quasi incondizionato, similare a quello di un genitore per il figlio, e il lato fisico non occupa un ruolo da protagonista.
Si capisce, leggendo, la sofferenza nel non poter utilizzare il suo reale nome. Si intuisce anche la volont nel farlo trasparire lasciando, volontariamente o meno, indizi al lettore per poterlo ricomporre. Come ho detto telefonicamente, non mi sono adoperato, per scelta, nella ricerca di questi indizi pur avvertendone la presenza. Mi sono tuttavia trovato pi di una volta a chiedermi quale fosse il vero nome di una persona della quale cos tante volte avevo letto un nome fittizio (che anche in questo scritto mi trovo poi ad utilizzare).
Ed ora scrivo quello che in realt si sarebbe meglio prestato per un cappello introduttivo:
Il libro scritto con una non comune padronanza del linguaggio e delle soluzioni letterarie: la partenza con un falso avvio cattura senza alcun dubbio alla lettura e mi sono divertito ad immaginare il nostro buon Marco Travaglio* alle prese con le prime righe. Spero legga almeno quelle, ma fatto questo perch mai dovrebbe arrestarsi? Non mi dilungo ad elogiare ed elencare le altre trovate: mi limito a dire che la scrittura, seppure ricca nei termini e nelle citazioni, risulta dinamica e piacevolmente accessibile: affascinante nella fase descrittiva, dove si esalta
Trovare argomenti di critica risulta oltremodo difficoltoso: potrei lamentare uno stazionare eccessivo prima di render concreto il rapporto con il coprotagonista, ma non si tratta di un opera di fantasia e lintervento critico avrebbe avuto un senso in veste di amicizia allepoca dei fatti. Ti confesso per che ci si trova in un punto in cui, se si potesse, si entrerebbe nel libro per incoraggiarti ad osare diverse pagine prima di quanto poi non accada.
La realt che Canto del Capro ha ben pochi difetti, regalando al lettore la penna di un brillante scrittore che esorto a continuare nella sua opera letteraria per il piacere di chi ha avuto la fortuna di apprezzarlo e conoscerlo.

P.S.: Averti potuto incontrare, anche attraverso questopera, ha reso un valore aggiunto alla sua lettura. Ti ringrazio per avermene fatto usufruire e per lamicizia che mi hai concesso. Ringrazio altres il web che ha permesso tutto questo.

* Il giornalista possiede una copia del libro

Rating: 5 di 5 Stelle!! [5 di 5 Stelle!!]
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