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“Non c'è dubbio che esista un mondo invisibile. Il problema è: quanto dista dal centro storico?”
La graffiante ironia di Woody Allen è chiaramente indirizzata agli ammalati di trascendenza, a tutti coloro, cioè, che non riescono ad abbandonare i miti e le credenze propri dell'umanità bambina.
A questi “infermi di Dio” l'autore si rivolge, per dimostrare come l'uomo sia soltanto un esempio, tra quelli noti, di aggregazione della materia – che procede, per tentativi ed errori, verso la consapevolezza di sé – forse abbastanza ben riuscito, ma senza particolari privilegi né riconoscibili finalità. Individuare il posto che egli occupa nell'universo è compito della ragione e della scienza, il cui linguaggio, che rinuncia alla metafisica per indagare con rigore la realtà immannente, dovrebbe sostituire quello misterico del sacerdote-mago-sciamano che, arbitrariamente, sin dagli inizi della storia dell'uomo, si è voluto imporre, talora nache violentemente, quale unico intermediario tra il mondo e la divinità.
Questo libro è il racconto, a volte gioioso, a volte sofferto, di un percorso di liberazione compiuto dall'Autore al fine di prendere su si sé l'intera responsabilità della propria esistenza, per non più condividerla con entità immaginarie, appartenenti a questo o ad altri mondi del tutto improbabile.
Giorgio Macellari (Bobbio 1952) è medico, specialista in chirurgia, senologo, responsabile dell'Unità Operativa “Centro di Senologia” nell'Ospedale di Piacenza e docente di Bioetica nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell'Università degli studi di Parma. E' autore fecondo: ha infatti al suo attivo circa sessanta pubblicazioni di argomento scientifico – in particolare, testi di chirurgia a uso universitario- e alcuni saggi di carattere filosofico. |